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Ormai è tutto deciso, o quasi. Con novanta minuti di anticipo la serie A ha decretato la fine delle ostilità celebrando il Milan di Berlusconi campione d'italia, l'Inter di Moratti seconda, e il Napoli di De Laurentiis terzo. Mai come quest'anno la stampa e gli addetti ai lavori appaiono concordi sul merito delle prime tre squadre italiane. La completezza di organico dei rossoneri, il tasso tecnico e l'eperienza dei neroazzurri, la velocità e la grinta dei partenopei. Tutto giusto. Queste considerazioni contribuiscono ancora di più a sottolineare la pessima stagione di Juventus e Roma, annunciate da tutti ad inizio campionato come "papabili" tra le prime 4 ed addirittura aspiranti al titolo, visto che sulle difficoltà dell'Inter, quest'anno, in molti ci avrebbero scommesso. La Juventus ha rifondato e rifondato male. Molti giocatori acquistati sono stati strapagati dal tanto esaltato Ds Marotta rispetto al loro reale valore, altri sono stati acquistati in ruoli già coperti e lo spogliatoio non è mai stato calmissimo. Del Neri probabilmente non è mai riuscito ad accattivarsi le simpatie dei suoi uomini ed in campo raramente si è visto un bel gioco. Poi il capitolo infortuni; un capitolo a parte, certo, ma pur sempre un capitolo pesante. Per la seconda stagione consecutiva a Torino si sono visti infortuni muscolari in quantità industriale. Il motivo? Difficile da individuare. C'è chi addossa la colpa al campo di allenamento, chi la da al preparatore atletico, chi alla sfortuna. E c'è pure chi maligna sugli "integratori" che vengono somministrati ai giocatori per non far sentir loro la fatica, fatica che poi sentirebbero però i muscoli delle gambe, e i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Di sicuro c'è che la Juventus non parteciperà alle coppe europee e l'ultima volta risale alla panchina di Maifredi (serie B a parte): dunque, un'altra trista annata per i bianconeri. La Roma dal canto suo, è calata progressivamente negli anni, comprando poco e male. Quest'anno poi c'è stato molto più nervosismo, in campo e fuori con un comune denominatore: la mancanza di rispetto verso avversari, arbitri ed allenatori; proprio di recente, sul più bello, De Rossi e Perrotta hanno perso la testa facendosi squalificare per 3 turni tirando cazzotti alla Ibrahimovic, e per De rossi non è la prima volta. Totti ha ancora una volta fatto valere la sua legge e Borriello a fine stagione quasi certamente andrà via; qualcosa si è rotto a metà stagione e il rendimento di Borriello è vistosamente calato, mentre sono cresciute le sue panchine: il centravanti deve restare solo Totti. Incomprensibile poi la scelta di affidare la panchina ad un esordiente, anzi ad un non-allenatore: Montella! Siamo in serie A, vogliamo la Champions e francamente come si fa ad affidarsi a chi non ha mai allenato? Certo è che ormai è prassi italiana, dopo Mancini e Leonardo, ecco Montella... Ma tornando ai vincitori, dopo le scene di giubilo rossonere con Boateng che si è esibito in un balletto degno di Michael Jackson, tutti sono già orientati a pianificare la prossima stagione, con grande soddisfazione dei quotidiani che finalmente sono autorizzati a parlare di mercato, qualora avessero mai smesso di farlo. Noi tifosi ancora una volta siamo pronti ad aggrapparci ai nomi che di giorno in giorno vengono accostati alla nostra squadra del cuore, con una inspiegabile predilezione verso l'ignoto straniero piuttosto che il nostrano, scelta non sempre ripagata dalle prestazioni dei fenomeni extraitalici. A completare il quadretto Champions ci sarà con ogni probabilità, l'Udinese che a questo punto con merito, ha strappato il pass alla Lazio per giocarsi i preliminari in agosto; di certo con la speranza di non essere una meteora alla Samp, la squadra friulana, proverà a bissare la partecipazione di qualche anno fa quando per pochissimo fu eliminata dal Barca dopo una gara strepitosa. Certo è che a leggere le nostre qualificate alla Champions viene da pensare che avremmo non poche difficoltà a far numero agli ottavi. Napoli ed Udinese rischiano di pagare la poca esperienza e di andare subito a casa; ma poi guardando gli annali, non è che Roma, Lazio, Juve o Milan avessero fatto chissà quanto di meglio nelle passate edizioni. A Napoli l'emozione per la partecipazione alla Champions è palpabile in città con i vessilli azzurri che si sono moltiplicati ai balconi e con le chiacchierate nei bar e sui marciapiedi di via Caracciolo. Discutibile la situazione allenatore, con Mazzarri che ha avuto l'infelice uscita di mettere in dubbio la sua permanenza a Napoli. Dichiarazione che se fatta a fine stagione avrebbe potuto avere un senso, ma che invece il toscano ha fatto ad inizio Aprile, quando il Napoli era appena a tre punti dal Milan e poteva, almeno sulla carta, lottare addirittura per il titolo. Mazzarri afferma che le sue parole sono sinonimo di serietà e professionalità; afferma che lui ha sempre fatto così con i suoi presidenti. Di sicuro c'è che al Napoli non hanno fatto bene quelle parole e i rapporti con tifoseria e presidente si sono incrinati. Chiamatela serietà voi, io la chiamo scempiaggine. Forse in quel momento si sentiva forte e voleva trattare con il coltello dalla parte del manico, voleva approfittarne per chiedere più soldi, ma ha rischiato di rovinare tutto e non ci ha certo fatto una bella figura. In molti qui a Napoli hanno sperato che a fine gara con l'Inter il presidente lo esonerasse in diretta, ma il buon Aurelio non ha voluto rovinare la festa a nessuno. Vedremo. Da un presidente che vince, passiamo ad un presidente che perde, e perde in prima persona. Garrone sarà anche l'unico proprietario della Sampdoria, ma ha anche la sola ed esclusiva responsabilità della retrocessione in B della sua squadra! Le colpe sono molteplici, e tutte collegate alle scelte societarie incomprensibili ed ingiustificabili. Lo scorso anno, quarta, con preliminari di Champions da giocare, la società scelse di non operare sul mercato affidando la porta a Curci un impreciso ed indeciso a cui il Werder Brema segnò 3 gol da fuori area su 4 tiri in porta in 2 gare... La Samp uscì dalla Champions proprio con un gol da fuori nei supplementari. Così cominciò il campionato e la samp non fece acquisti. A Di Carlo personalmente imputo il solo fatto di non aver mai visto Poli come titolare in mezzo al campo, preferendogli Tissone, mister panchinaro nell'Atalanta ed inspiegabilmente titolare nella Samp! Poi il peggio con la cessione di Pazzini che almeno ha fatto cassa (12 milioni più Biabiany) e il regalo di Cassano al Milan: ora, Cassano può anche aver sbagliato, come torto ne ha di certo, ma non si può rescindere il contratto senza percepire il costo del cartellino che all'epoca poteva tranquillamente superare i 15 milioni di euro!!! Mi aspetto almeno che il prossimo anno il Milan presti o ceda 2-3 giocatorini alla Samp per equiparare il regalino di quest'anno. E poi un reparto così in difficoltà come quello della difesa, necessitava di intervento urgente. Così non è stato e la B è arrivata, giusta, implacabile a sentenziare lo scempio doriano. I tifosi sono stati dei signori, come il loro capitano che in lacrime si è andato a scusare sotto la curva, mentre Garrone senior non ha avuto il coraggio di lasciare dichiarazioni in sala stampa, dove ha mandato il figlio... Due parole infine sul Palermo che per fortuna ha salvato la sua stagione con la finale di coppa Italia che lo vedrà opposto all'Inter e che gli è valsa la qualificazione all'Europa League e alla finale di supercoppa italiana contro il Milan (e pensare che c'è ancora chi snobba la coppa Italia); Zamparini, forse a scuola da Garrone, ha provato a rovinare tutto, ma per fortuna non ci è riuscito! I palermitani si meritano un trofeo. I nostri complimenti vanno anche al Lecce che ha sudato per salvarsi molto più di quanto non abbiano fatto Cesena e Catania, trovando sulla sua strada squadre ancora in lotta per tanti obiettivi e non Cagliari, Brescia o Chievo che regalavano punti a iosa. E complimenti anche alla Lazio che forse poteva riuscire nell'impresa quarto posto, ma che invece si dovrà accontentare dell'Europa League, che resta un ottimo risultato specie se si pensa a dov'era la lazio lo scorso campionato, e Reja ha molto di suo in questo risultato. Tutto scritto dunque, domenica la serie A offre pochissimi spunti di riflessione con la Roma che deve difendere il vantaggio di 3 punti sulla Juve per blindare l'Europa e con l'Udinese che potrà passeggiare sul Milan già campione per festeggiare il quarto posto. A meno di sorpresone, questo è lo scenario, poi si sa tutti a mare!
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